fattore alfa

Capita di incontrare qualcuno e di restare colpiti da quella persona. Dalla sua serenità. Dal suo carisma. Dalla sua forza tranquilla. Dalla sua pace interiore. Dalla sua energia positiva. Spesso siamo portati a credere che quella persona sia “speciale” o che abbia un “dono” che noi non abbiamo. E non ci spieghiamo perché ci accade di rimanere colpiti da quella persona.

Invece c’è una spiegazione. Non è vero che quel carisma o quella serenità sia un dono esclusivo o una qualità innata. Accade quando incontriamo chi lascia emergere il fattore Alfa. Il dono primordiale che tutti abbiamo. E che a volte occorre risvegliare. Potenziare. E valorizzare. Per trovare il vero benessere.

Il fattore Alfa: storia di un ritrovarsi

Alfa è il principio. Ciò che viene prima di tutto e su cui si basa ogni altra cosa. Alfa è in ciascuno di noi. Il fattore Alfa è il fondamento del nostro essere.
Il fattore Alfa è la radice inconscia e potente che sprigiona le energie che ci possono portare a realizzare i sogni.
Anche i sogni, in realtà, nascono dall’inconscio e, solo in seguito, affiorano alla coscienza.
Il fattore Alfa è la radice caotica e irrazionale che produce il nostro flusso di pensiero cosciente e razionale.
Risvegliare il proprio fattore alfa significa riuscire a tornare in contatto con una parte profonda e naturale di sé: istinti, sogni, motivazioni sommerse, impulsi irrazionali… un caos primordiale che spesso fa paura, che quasi sempre viene represso, contenuto, temuto.
O che altre volte diventa quasi un idolo a cui ci abbandoniamo senza più ragionare.
Ma si può vivere in equilibrio con esso? Il proprio fattore alfa non deve essere né temuto né adorato.
Deve essere compreso e valorizzato, e mantenuto in equilibrio con la razionalità che troppo spesso gli si oppone.
La ragione deve invece amare e collaborare con la radice da cui nasce.

Come è fatto l’essere umano

Se ci interessa il coaching vogliamo trasformarci: bene, ma riusciremo in questo scopo se non sappiamo come siamo fatti? In fondo è impossibile “funzionare bene” se non si conosce la propria struttura. L’essere umano è intelligente, questo salta agli occhi. Ma la nostra intelligenza, la nostra razionalità, la nostra volontà, sono entità separate e indipendenti o, piuttosto, sono facoltà che derivano da un substrato che le sorregge?
Nell’essere umano viene prima la natura profonda, animale, istintiva, e poi dalla natura si sviluppa il frutto più complesso: la ragione. L’intelligenza che distingue la nostra razza (homo sapiens) dalla natura non è una realtà separata, è solo il culmine, il risultato finale, il frutto di un lento processo evolutivo. Come ogni frutto non nasce dal nulla ma è un derivato della pianta, così l’intelligenza non nasce isolata dal resto ma è innestata su una base naturale che funziona in modo inconscio, irrazionale, caotico. Il fattore Alfa è questa radice su cui è innestata la nostra intelligenza. Questa semplice verità è quanto di più ovvio eppure oggigiorno tanto più trascurato.

Ciò che la nostra società ha dimenticato

Perché non in tutti troviamo il giusto equilibrio fra la razionalità e il fattore alfa? Perché la nostra cultura è impregnata di razionalismo e tende ad amputare la personalità, cerca di convincere ognuno di noi a privarsi dell’energia che solo la propria istintività può garantire. Il lato inconscio, impulsivo, irrazionale viene rifiutato, represso, temuto, odiato, viene chiamato “lato oscuro”. Non viene accettato, non viene capito, non viene amato. Per questo la personalità rimane monca, priva di una parte di sè, parziale. Per questo molti diventano insicuri, hanno scarsa stima di sé, si sentono deboli poiché rinunciano alla componente che fornirebbe le energie più intense. Affidano tutta la propria esistenza alla sola razionalità, eretta a grande e unica protagonista della vita dell’essere umano che vuole essere moderno. Ma dato che è impossibile cancellare una parte di sé, molto spesso questa irrazionalità emerge prorompente e distruttiva e travolge i nostri piani allontanandoci dai nostri scopi.

Ragione e istinto: una dicotomia da superare

Il coaching può essere basato sulla razionalità e sulla logica, due facoltà che vengono ampiamente sfruttate dai coach tradizionali. Ma nel coaching possono (anzi, come risulterà chiaro, devono) essere incluse anche le facoltà irrazionali: emozioni, istnti, pulsioni inconsce. L’Alfa coaching parte dalla mente logica, che deve indicare la via, per arrivare a quella emotiva, di gran lunga più potente. Quella che viene repressa e quindi non può darci la sua energia. Quella che, se compressa, esplode e ci travolge, trascinandoci lontano dai nostri obiettivi. Quella che invece con l’Alfacoaching viene capita, valorizzata, indirizzata e finalmente trasformata in straordinaria risorsa per raggiungere i traguardi desiderati e per sentirci sereni, in pace con il nostro io più profondo. L’Alfacoaching è un coaching efficace e innovativo perché propone una metodologia che supera la dicotomia ragione e istinto per restituire a ciascuno il suo “fattore Alfa” e, grazie ad esso, restituire felicità, benessere e soddisfazione.

Recuperare ciò che è stato perduto

Alfa è l’origine perduta. Alfa è la radice inconscia e irrazionale che deve essere ritrovata. Quando sarà stata ritrovata potrà essere accettata, capita, amata. Alfa è anche “A“, come Accettazione del sé, come Autostima e Assertività, le tre doti che, guidate da una giusta Motivazione. stanno alla base del benessere e dell’armonia con gli altri e con il mondo. Fattore Alfa è perciò una sintesi di Accettazione, Autostima e Assertività. Queste sono le tre colonne che reggono una personalità equilibrata, l’unica in grado di raggiungere i suoi scopi e realizzare i suoi sogni. Queste tre colonne insieme costituiscono il fattore primario su cui si costruisce non solo il successo (professionale ed economico) di ogni persona, ma anche il suo benessere, il suo equilibrio, la sua capacità di affrontare ogni evento con la consapevolezza dei propri mezzi e dei propri limiti. Recuperare il Fattore Alfa significa trovare il giusto equilibrio della personalità attraverso accettazione, autostima e assertività.

Lavorare sul fattore Alfa

Molti trascurano, frustrano, comprimono la propria parte irrazionale e istintiva e producono una crescita abnorme della propria parte logica. Per anni si privano del proprio fattore Alfa. Il risultato è una personalità sgraziata, asimmetrica, squilibrata. Che non ci piace. E questo squilibrio significa perdita del 50% delle nostre potenzialità, produce fallimento in tutte quelle attività che invece richiedono un intervento o addirittura un predominio dell’istinto, del fattore “alfa”. Il fallimento produce diffidenza e sfiducia in noi stessi, e quindi scarsa autostima. Ci ritroviamo così deboli, sfiduciati, parziali, non in armonia con la verità di ciò che siamo.

Lavorare sul fattore Alfa che è presente in ogni individuo significa riconoscere e lasciar emergere un lato istintivo (bandito, stigmatizzato, condannato come “impuro”) che è invece il lato complementare della nostra razionalità. Lavorare sul fattore Alfa significa partire alla ricerca di un più profondo equilibrio delle componenti della nostra personalità. Significa utilizzare il 100% delle nostre facoltà.

Utilizzare il fattore Alfa significa utilizzare la verità di ciò che siamo.